Le vie della lana: la lana inglese.

Nel medioevo la struttura economica e sociale europea vede le campagne impegnate nelle produzioni agricole e le città nelle attività artigianali e commerciali. Nell’agricoltura è impiegato il maggior numero di persone, la quasi totalità in condizione di servitù. La seconda attività è l’allevamento dal quale si ricavano anche pelli e fibre tessili.
C’è in questo una logica antica quanto l’uomo: il bisogno primario è quello alimentare, il secondo è quello di riparare il corpo dalle intemperie. Il terzo bisogno è quello del riparo della famiglia, cioè l’abitazione.
L’agricoltura medioevale è un’attività di sussistenza. Serve a soddisfare i bisogni alimentari del nucleo familiare e generare un surplus necessario a pagare il padrone, cioè il feudatario o il monastero. Il contadino non vende i suoi prodotti, ci pensa il signore o il monastero, se c’è eccedenza.
La situazione è differente per l’allevatore di pecore. La lana che ricava dalla tosatura non è consumata dalla sua famiglia, ma viene destinata al mercato. Questo allevamento è diffuso in tutta Europa, ma ci sono importanti concentrazioni in Inghilterra e in Spagna. Le lane inglesi e spagnole sono di eccellente qualità e sono ricercate per ricavarne tessuti di pregio.
La lavorazione della lana è complessa e prevede numerose fasi specifiche, che descriverò in seguito, svolte in ambienti diversi. Queste non possono essere effettuate dall’allevatore che si limita a vendere la lana grezza. Ad acquistarla sono mercanti che, nel caso delle lane inglesi le esportano in gran parte nelle vicine Fiandre, dove è già sviluppata l’attività di tessitura in città come Bruges, Gand, Ypres.
La lana diviene presto la forza trainante dell’economia medievale inglese. Il seggio del Lord Chancellor nella Hous of Lords è un cuscino di lana, il woolsack in omaggio alla principale fonte di benessere. Il regno impone una tassa su ogni sacco di lana esportata e questo genera un vantaggio finanziario sfruttato nella guerra dei cent’anni con la Francia.
La lana viene selezionata in funzione della qualità, filata e tessuta su telai di legno. SI ottengono i famosi panni lana cioè tessuti di 26 yard di lunghezza e almeno 6/4 di yard di larghezza (23,7×1,37 metri). Le prime standardizzazioni e controlli risalgono al 1196 e sono contenuti nello Assise of Cloth. Il prezzo viene espresso alla dozzina.
Notate le misure espresse in frazioni e in dozzine, tipiche di quei tempi e rimaste nella tradizione inglese.
I panni lana sono i genitori dei rotoli di tessuto che possiamo vedere ancora nei pochi negozi oggi rimasti. L’altezza standard degli odierni rotoli è di 90 cm, cioè 1 yard. Diffusa la doppia altezza ~150 cm (broad cloths).
La lavorazione della lana è quindi molto antica in Inghilterra, ma si producono tessuti ruvidi di bassa qualità destinati alle classi inferiori. I panni lana delle Fiandre sono invece apprezzati in tutta Europa per la qualità della fattura e della lana inglese impiegata. Essi vengono commercializzati nelle Fiere della regione di Champagne dove si incontrano numerosi i mercanti italiani, primi tra tutti Veneziani, Lombardi e Fiorentini, ma ve ne sono di diverse città della Pianura Padana e dell’Italia centrale.
Il padre di Francesco d’Assisi era mercante ed effettuava proficui viaggi in Francia, luogo talmente importante per la sua attività, da dare al figlio il nome di Francesco, cioè della Francia, Francese. Siamo abituati a considerare italico questo nome così comune nel nostro paese, ma in realtà è un nome di origine franca, cioè germanica. A Firenze la lana che viene dalle fiere della Champagne è detta lana francesca.
I panni lana delle Fiandre vengono esportati in oriente dai mercanti veneziani, sempre alla ricerca di prodotti pregiati per finanziare i propri acquisti.
Presto la lana inglese viene lavorata a Firenze, dove l’Arte della Lana diviene tra le maggiori della città. I pregiati panni lana fiorentini vengono pagati allo stesso livello di prezzo dei panni delle Fiandre ed alimentano i commerci di Venezia e di Genova verso l’Oriente.
Si fa intanto strada in Inghilterra l’idea di non esportare solo lana grezza, ma di lavorarla producendo tessuto di qualità e viene favorita l’immigrazione di artigiani fiamminghi, che danno un importante contributo a quella che diviene la prima industria della storia inglese e che fornisce un impulso notevole alla crescita della potenza britannica.
La via della lana inglese parte dalle colline del Cotswolds, Lincolnshire e Yorkshire, giunge nelle Fiandre dove viene tessuta in panni, arriva nelle Fiere della Champagne dove i panni vengono acquistati dai mercanti italiani per terminare in oriente grazie ai veneziani.
Quindi la via della lana inglese è un tracciato al quale contribuiscono allevamento, commercio, produzione e di nuovo commercio.
Seguiranno articoli sullo sviluppo della produzione di tessuti in Inghilterra (drapery), a Firenze (Arte della lana) e sulla seconda via, quella della lana spagnola.
Le vie della lana sono forse più importanti dell’abusata via della seta. Dalla seta si ricava solo tessuto per ricchi, dalla lana se ne ricava sia per ricchi che per poveri.

Enrico Di Gianfrancesco

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