
Ho già scritto delle positive ricadute economiche delle crociate.
Venezia, Genova e Pisa continuano ad arricchirsi e a crescere. I magazzini dei porti sono ricolmi di merci. Vengono coinvolte le campagne e le città dell’interno, che si danno presto una struttura comunale autonoma, comunitas o civitas, con le associazioni dei mercanti e degli artigiani che assumono sempre più importanza nelle amministrazioni. Sono i paratici, le universitas, le corporazioni, che scrivono i propri statuti, i quali regolano le attività produttive e commerciali e il lavoro, soprattutto l’apprendistato, che stabiliscono un’etica che gli associati devono seguire, che gestiscono ospedali, che si occupano di assistenza ai bisognosi.
Gli statuti costituiscono il nuovo corpo giuridico cui ambiscono le corporazioni soprattutto degli artigiani. È un corpo giuridico diverso e alternativo a quello signorile le cui regole non possono governare i commerci e le attività produttive. Città e commerci portano ad affermare il principio di libertà, senza il quale non può esistere il commercio stesso. e che è estraneo al sistema signorile dove il lavoro è di tipo servile e dove non ci sono stimoli ai commerci e alle produzioni, trattandosi di società chiuse, autarchiche.
Quindi si aprono contrasti tra le città emergenti e i chiusi sistemi feudale e vescovile.
La popolazione delle città cresce perché attira persone dal contado che fuggono spinte dalla necessità e dalla ricerca di condizioni di vita migliori. Le città proteggono questi immigrati, difendendoli dalle pretese di restituzione dei loro signori. Dopo un anno e un giorno si acquisiscono la cittadinanza e la condizione di persona libera. Un noto proverbio tedesco recita Stadluft macht frei. l’aria della città rende liberi. È ciò che si ripeterà nel finire del XIX secolo con il sogno americano inseguito da molti emigranti europei.
Per gli immigrati la vita in città è dura, ma numerosi riescono a trovare lavoro presso artigiani e commercianti e i migliori hanno accesso alla scalata sociale.
L’abbondanza di merci pregiate spinge i mercanti italiani a raggiungere il Nord Europa.
Le merci di valore elevato e piccolo ingombro ben si prestano ai commerci a lunga distanza via terra.
Così carovane di mercanti con cavalli da soma e muli si incamminano da Venezia verso la Germania, attraverso i facili passi alpini orientali, e dalla Lombardia verso il Nord della Francia e le Fiandre, seguendo la via francigena o i passi del Settimo e del Lucomagno.
Le Fiandre sono un’altra area in notevole sviluppo economico. Sono bagnate dal Mare del Nord, il secondo mare chiuso della nostra Europa. Superato il nefasto periodo della incursioni normanne, riprendono i commerci tra le Fiandre, la Britannia, la Danimarca e il Bosforo.
Le foci del Reno, della Mosa, della Schelda offrono valide opportunità portuali, dalle quali è facile risalire i fiumi verso l’interno. Le Fiandre sono state fin dall’antichità zone di allevamento ovino e tessitura della lana. I Romani vi importarono le tecniche di lavorazione mediterranee e i tessuti qui realizzati erano ben apprezzati a Roma.
La crescita dell’attività tessile mette presto in evidenza l’insufficienza della lana locale e si ricorre all’importazione dalla vicina Britannia. La lana britannica è di migliore qualità e ne deriva un accresciuto prestigio per i panni delle Fiandre.
In queste regioni le città seguono lo stesso processo già visto per il Nord Italia, ma non riescono a raggiungere la piena autonomia e a costituirsi in comuni indipendenti. Comunque in particolar modo nei territori dei duchi di Burgundia, di atteggiamento molto aperto, conquistano ampie autonomie.

Cito alcune città nelle quali avvengono delle rivolte o che ottengono autonomie significative: Ypres, Cambrai, Liegi, Huy, Beauvais, Noyon, Laon, Colonia. Sono i principali centri commerciali della zona. Le corporazioni si chiamano Gilde.
Il terzo mare interno è il Baltico.
Terminata l’epoca delle razzie, i normanni si trasformano in mercanti permettendo la ripresa dei commerci delle Fiandre e dei Paesi Bassi. I danesi portano verso il Baltico vino e altri prodotti e ritornano con pelli, miele, pece, pesce.
Gli svedesi si rivolgono verso la pianura russa, discendono il corso del Dnieper e si stabiliscono in accampamenti fortificati detti gorod in lingua slava. Vengono chiamati con il termine slavo Rus’ probabilmente di origine scandinava, dal quale deriva il moderno russi.
Uno dei gorod principali è a Kiev. Da qui discendendo il fiume con barche raggiungono il Mar Nero e Bisanzio dove i russi portano pelli, miele e schiavi, aprendo una nuova rotta commerciale verso il nord fino al Baltico. Dalla città del Bosforo essi ricevono il cristianesimo, apprendono la scrittura e l’uso della moneta.
I commerci del Baltico sono gestiti dalle nuove città che sorgono lungo le coste e che danno vita all’Hansa, un’unione non politica, ma un’alleanza commerciale.
Cito Lubeck, Hamburg, Rostock, Danzig, Könisberg, Riga, Reval, Kopenhagen,
I commerci anseatici si spingono fino a Novogorod, sede di un’importante fiera, da dove parte la via che, passando per Kiev, raggiunge il Mar Nero.
L’incremento della popolazione spinge numerosi coloni tedeschi verso Est oltre l’Elba e verso i Sudeti, espandendo l’area della civiltà europea. Il fenomeno si chiama in tedesco Ostsielung.
Le città, i commerci, l’incremento della popolazione, mettono in difficoltà l’ormai vecchia struttura feudale. Nei feudi scompaiono i piccoli laboratori artigiani e i ginecei, poiché è più conveniente acquistare attrezzi e abiti prodotti nelle città e offerti in abbondanza nelle fiere e nei mercati.
Le corti sono attratte dai prodotti di lusso, ma occorre denaro per acquistarli e la chiusa economia feudale non produce ricchezza. Molti signori si indebitano. Allora si inizia a concedere libertà ai contadini in cambio di denaro, a cedere terre coltivabili dietro pagamento, si attirano coloni nelle numerose aree spopolate, anche creando all’interno dei feudi le cosiddette villeneuves, villaggi di tipo rurale con i nuovi coloni che acquisiscono il diritto a coltivare le aree circostanti riconoscendo un censo al signore.
Il feudalesimo si indebolisce, ma sopravviverà a lungo nell’Europa del Nord e dell’Est.
Enrico Di Gianfrancesco
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