
Per comprendere lo storico ruolo degli Ebrei nell’economia e nella società italiana, occorre dapprima rispondere alla domanda: chi sono gli Ebrei italiani?
La loro presenza nella penisola italiana risale ai tempi della conquista romana della Palestina. Si stabilisce a Roma una colonia ebraica, ma sono due gli episodi che hanno causato in modo significativo sia la deportazione sia l’emigrazione ebraica: la distruzione del Tempio nel 70 d.C. e la rivolta del 135 d.C.. Da allora Ebrei sono presenti in Sicilia, Calabria e Puglia, in parte schiavi, in parte cittadini dell’Impero, così come cittadini li considerò l’Impero Bizantino.
Insieme a Greci, Siriaci o Siri, gli Ebrei sono attivi nei commerci mediterranei e si insediano numerosi anche in Spagna, in Gallia e da qui nelle aree di lingua germanica. Stabilitisi nei porti di Marsiglia, Fos, Napoli e Bari, gli Ebrei sono molto attivi nei traffici con l’Oriente e con Cartagine.
Questi commerci sono incentrati sull’importazione di prodotti pregiati, come le spezie, le sete, l’oro e l’argento. Importante anche il papiro egiziano.
La presa di potere degli arabi musulmani su Siria e Palestina alimenta ulteriormente la dispersione del popolo ebraico.
Nella nuova situazione che vede ormai la contrapposizione tra cristiani e musulmani nel Mediterraneo, gli Ebrei riescono a convivere e commerciare con gli uni e gli altri.
La presenza ebraica nella penisola italica nel tardo medioevo è concentrata al sud allora appartenente all’Impero bizantino. Ebrei sono segnalati a Terracina, Napoli, Salerno, Cagliari, Bari, Taranto, Siracusa e lungo le coste della Sicilia e Calabria, dediti per lo più ad attività commerciali, ma è nota anche la presenza di persone colte, in particolare medici.
Che la presenza degli Ebrei sia importante numericamente ed economicamente è provato dalle prime persecuzioni e rivolte antiebraiche, in Gallia, in Spagna ed in Italia, anche ispirate dal clero cattolico locale. Nel 591 Gregorio Magno interviene contro il Vescovo di Terracina che ha fatto chiudere la Sinagoga. Gli ebrei sono indicati colpevoli della morte di Cristo e ciò ha grande presa popolare in un’epoca di misticismo religioso. Vengono proibiti matrimoni misti. La Chiesa cattolica assume una posizione di contrapposizione rispetto alla religione ebraica, ma comunque si mostra tollerante. Ben più duro sarà l’atteggiamento verso le eresie.
I commercianti Ebrei del Sud Italia esportano in Oriente e Nord Africa grano siciliano e ferro calabrese.
A partire dal IX secolo incontrano la concorrenza della città marinare come Amalfi e Venezia ed ha inizio la fase di declino. Soprattutto Venezia assume una posizione sempre più importante grazie al legame con Bisanzio e alla disponibilità di legno del Cadore e di ferro della Stiria, della Carinzia e della Val Sabbia, materiali molto richiesti in Oriente.
Persi i grandi commerci mediterranei, gli ebrei si concentrano verso altre attività, ma sono soggetti a numerosi limiti imposti dalla Chiesa. Si dedicano allora a commerci minori quale quello di indumenti ed altri beni usati e si affacciano al credito, approfittando della grande crescita economica e dei commerci del periodo tra il X e il XIII secolo.
Già il credito. Si è sempre abbinato il termine usura agli Ebrei. Oggi con usura si intende un prestito in denaro con interessi esagerati e ben superiori a quelli applicati dalle banche. Nel Medioevo usura è invece qualunque tasso di interesse applicato ad un prestito in denaro. Nelle scritture dell’Antico Testamento il prestito con interesse appare vietato tra gli ebrei, ma permesso verso gli stranieri.
Per la Chiesa Cattolica esso è proibito, ma questo concetto si scontra presto con la realtà di una società caratterizzata da crescita economica e relativa scarsità di denaro.
Originariamente entrambe le religioni intendono per prestito quello verso persone in situazione di bisogno, ma la crescente attività commerciale tra l’XI e il XIII secolo fa nascere la necessità di fonti di finanziamento.
Ad esempio, il prestito con interesse viene largamente impiegato a Venezia e diviene una pratica commerciale ordinaria, malgrado le indicazioni della Chiesa. A Rialto compaiono i banchi dei cambiavalute e dei mercanti-banchieri.
Il IV Concilio Lateranense del 1215 proibisce agli Ebrei le attività svolte dai Cristiani, ma mostra un’apertura verso la possibilità di dedicarsi al credito ad interesse. in quanto appartenenti ad un’altra religione, essi non incorrono nella scomunica. Inoltre, a differenza dei Cristiani, la maggioranza degli Ebrei sa leggere e scrivere e quindi tenere un libro dei conti.
La posizione della Chiesa è allo stesso tempo ambigua, opportunistica e pragmatica.
Il Concilio stabilisce anche che vivano in quartieri separati e indossino, un segno di riconoscimento, gli uomini un cappello giallo o rosso e le donne un velo giallo. Quindi compare il colore giallo come distintivo degli Ebrei. Queste regole non vengono però seguite per lungo tempo.
Ben più gravi sono le conseguenze della Peste Nera del 1348, perché gli Ebrei vengono accusati di diffondere il morbo avvelenando i pozzi. Ovviamente si tratta di una falsa accusa, che però trova seguaci perché la peste si diffonde meno tra le loro comunità, probabilmente perché fanno già una vita separata dai Cristiani e seguono rigorose norme igieniche. L’accusa trova terreno fertile in Germania dando origine a persecuzioni e stragi. Molti Ebrei sono costretti a fuggire verso Est, ma anche verso l’Italia del Nord in particolare a Venezia, Ferrara, Padova e Mantova. Si tratta degli Ashkenaziti ( אַשְׁכֲּנָז) dall’ebraico Ashkenaz che indica la Germania. La lingua parlata é lo Yiddish (ייִדיש).
Nel 1394 gli Ebrei vengono espulsi dalla Francia e molti di loro trovano rifugio nel vicino Piemonte.
Nel XIV secolo la comunità ebraica più numerosa è quella spagnola. Nel 1391 si scatenano moti antiebraici con molte uccisioni. Migliaia di Ebrei si salvano con la conversione al cristianesimo, rimanendo però in privato fedeli alla loro religione. Vengono chiamati marranos, cioè porci. Nel 1380 viene istituito il Tribunale dell’Inquisizione incaricato di estirpare la religione ebraica. Nel 1492 l’Inquisizione provoca l’espulsione dalla Spagna degli Ebrei, la maggior parte dei quali si rifugia in Portogallo. Dopo 4 anni anche questa nazione decide l’espulsione e gli “Ebrei portoghesi” o Sefarditi (ספרד) dall’ebraico Sefarad che indica la Spagna, si rifugiano principalmente in Italia e in Olanda.
Quindi i regni cattolici iberici dopo la cacciata dei musulmani proseguono con durezza nel loro obiettivo di purezza religiosa, rinunciando ai benefici che avrebbe potuto apportare un pluralismo religioso e culturale.
Chiarite sommariamente le origini dell’ebraismo italiano, affronteremo nel secondo articolo il ruolo che esso ha svolto nell’economia della variegata realtà italiana tra medioevo ed età moderna con la convivenza di prestatori e finanzieri Lombardi, Toscani ed Ebrei.
Enrico Di Gianfrancesco
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