
Nel nostro Laboratorio Storico ci siamo già occupati della notizia con un articolo dedicato alla posta dei corrieri. Si trattava, vi ricorderete, per la maggior parte di invii di notizie tra uffici governativi o da un mercante ad un altro, più raramente tra privati.
Tra le varie forme di trasmissione delle notizie e delle informazioni un ruolo molto importante è quello svolto dai giornali, oggi superati da nuovi strumenti concorrenti, soprattutto più veloci, che spesso trasmettono la notizia in tempo reale e che vengono indirizzati ad un vasto numero di utenti.
La diffusione sempre più efficiente delle notizie è il frutto dell’impegno dell’uomo nell’accorciare la distanza e lo spazio, dapprima nella pur piccola Europa e successivamente, su scala mondiale.
La prima forma di giornalismo è quella dei “notiziari manoscritti” dei secoli XV-XVI che vengono utilizzati dai mercanti per avere notizie sulla situazione economica e politica, usi, costumi e tendenze. È stato il commercio, quindi, a sentire la necessità di far circolare informazioni in forma scritta.
Questi manoscritti sono presto destinati ad essere sostituiti da bollettini stampati che appaiono in Germania alla fine del XV secolo. La loro emissione è però irregolare.
I governi esercitano un controllo sulle pubblicazioni e chi stampa necessita di una specifica autorizzazione che, invece, non occorre per i manoscritti. Per aggirare questo ostacolo nascono, così. i fogli d’informazione manoscritti, piegati sotto forma di lettere.
I primi fogli manoscritti appaiono a Roma, con le notizie che qui giungono come principale centro della Chiesa e a Venezia, con notizie provenienti dagli Stati tedeschi e dal Levante. Possiamo oggi vederli come gli antenati del giornale.
Il giornale periodico, infatti, è uno stampato destinato alla pubblica diffusione, con frequenza relativamente breve e regolare, che può essere quotidiana, settimanale o mensile comunque tale da dare al lettore un senso di continuità.
Il primo periodico, cioè notiziario con frequenza fissa, è il Relation aller Fürnemmen und gedenckwürdigen Historien, (Relazione su tutte le notizie importanti e memorabili),
che pubblica con frequenza settimanale a Straßbourg dal 1605, allora libera città del Sacro Romano Impero.
Altri periodici sono stati indicati come i “primi”, ma il primato del Relation è certificato dalla WAN (Word Association of Newspapers). Capita spesso, nella Storia, di imbattersi in discussioni su “chi sia arrivato prima” riguardo a innovazioni o scoperte. A mio avviso poco importa di chi sia il primato, ma queste numerose dispute dimostrano come più persone stessero lavorando alle medesime innovazioni. Sintomo questo che l’esigenza fosse ormai “matura”.
L’editore del Relation è Johann Carolus che già si era occupato di notiziari scritti a mano, venduti a caro prezzo a ricchi clienti. Nei notiziari egli trascriveva le notizie che riceveva da una rete di corrispondenti retribuiti. Carolus si rende conto che l’uso della stampa avrebbe permesso di realizzare una maggiore tiratura, con risparmio di tempo, riduzione del prezzo e che avrebbe potuto raggiungere una più vasta clientela, aumentando di conseguenza i suoi guadagni. Indebitandosi acquista, quindi, una piccola stamperia.
Il più antico esemplare oggi conservato risale al 1609, anno in cui compare anche Avisa Relation oder Zeitung, pubblicato dal Duca di Brunswich-Lüneburg. Nel titolo compare, per la prima volta, il termine Zeitung.
È interessante il fatto che Carolus cada presto sotto il vigile occhio della censura, poiché stampa notizie che riguardano le difficoltà finanziarie del governo.
Il Relation è stampato in formato quarto. Sulla pagina di copertina si indica che le notizie provengono dall’Alta e Bassa Germania, Francia, Italia, Scozia e Inghilterrra, Spagna, Ungheria, Polonia, Siebenburgen (le città di lingua tedesca dell’attuale Romania), Valacchia, Moldavia, Turchia. In pratica la struttura organizzata da Carolus copre l’intera Europa.
Una curiosità: alcuni dei primi giornali tedeschi ed italiani sono senza titolo.
Altra area presto attiva è quella dei Paesi Bassi che stava togliendo al Quadrilatero Italiano (Venezia Milano, Genova Firenze) il ruolo di cuore economico dell’Europa. È del 1618 il
Courantuyt Italien, Duytsland & c. , primo quotidiano di Amsterdam e primo giornale pubblicato in folio, invece che in quarto, cioè in un formato più grande. Segno che sta aumentando il numero delle notizie pubblicate. Il primo numero riporta corrispondenze da Venezia, Colonia e Praga. Nel 1620 viene stampata una versione in inglese.
Il grande sviluppo economico britannico non è ancora iniziato e per la pubblicazione di un quotidiano, occorre attendere la Oxford Gazzette del 1665.
Nel titolo del Courantuyt di Amsterdam compaiono i termini Italien e Duytsland a prova degli importanti legami commerciali tra queste aree sviluppate.
I primi giornali italiani sono pubblicati negli anni ’30 del secolo a Genova, Milano e Bologna.
Il primo giornale francese è la Gazzette del 1631 che è praticamente l’organo ufficiale del governo. Ad esempio, non riporterà la notizia della presa della Bastiglia, nascondendola.
Il più antico organo ufficiale ancora oggi pubblicato è l’Ordinari Post Tijdender di Stoccolma del 1645, segno della stabilità politica del paese.
Il più antico giornale privato ancora oggi pubblicato è invece la Gazzetta di Mantova del 1664.
Ad Amsterdam nel 1686 viene pubblicato Die Kuranten primo giornale in lingua Yiddish a testimonianza dell’importanza raggiunta dalla comunità ebraica qui presente.
Abbiamo evidenziato il ritardo inglese, ma nel 1702 viene pubblicato a Londra il Daily Courant primo giornale quotidiano, mentre, sempre a Londra sono del 1731 la comparsa del Gentleman’s magazine, primo periodico ad utilizzare il termine magazine e del 1734 quella del Lloyd’s List dedicato al commercio marittimo, segno della grande crescita inglese in questo settore.
Il primo giornale americano è il Boston News-Letter del 1704.
Raccontare una storia completa va al di là delle mie intenzioni, ma, dopo aver citato giornali dedicati all’economia e alla politica, letti da un pubblico colto e ricco, mi piace terminare citando la Penny-press. Nel 1832 inizia a New-York la pubblicazione del Sun al prezzo di un solo penny. È destinato ad un vasto pubblico e viene distribuito nelle strade dagli strilloni.
Inizia così un’abitudine alla lettura che avrà un grande successo nei paesi anglosassoni.
Enrico Di Gianfrancesco
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