Mariupol, il porto del Donbass

Mariupol chiesa cattolica inizio ‘900

La martoriata città di Mariupol contava prima dell’attuale guerra 432.000 abitanti.
Si trova sulla costa settentrionale del Mar d’Azov, sulla foce del fiume Kalmius e sorge sul sito di un accampamento Cosacco di nome Kalmius, come il fiume. In precedenza nella stessa posizione era situata una una colonia genovese-veneziana.
Le steppe del Sud dell’Ucraina sono state poco popolate fino al XVII secolo.
La conquista di Bisanzio da parte dei Turchi pose fine ai commerci genovesi e veneziani dalla Crimea e dal Mar d’Avov verso il Mediterraneo.
Dalla seconda metà del XV secolo la regione della costa settentrionale del Mar Nero era denominata Kanato di Crimea ed apparteneva all’Impero Ottomano.
L’area era soggetta a frequenti incursioni di tribù Tatare, che impedirono la costituzione di insediamenti agricoli stabili.
All’inizio del XVI secolo la regione viene occupata dai Cosacchi, pastori e nomadi ed accoglie numerosi agricoltori che fuggono da Ovest e da Nord dalle dure condizioni di servitù loro imposte dai grandi proprietari terrieri Polacco-Lituani e Moscoviti.
Verso la fine del XVIII secolo la Russia, che persegue una politica espansionistica in tutte le direzioni, conduce con successo una guerra contro la Turchia e si impossessa della regione.
La Zaporizhia viene incorporata nel Governatorato della Nuova Russia e la regione più ad Est, l’attuale Donbass, nel Governatorato dell’Azov.
Mariupol viene fondata nel 1779 sul sito del precedente insediamento cosacco. Il nome deriva da quello di Maria Feodorovna, moglie dell’Imperatore Paolo.
Mariupol viene popolata da cittadini greci forzatamente trasferiti dalla Crimea appena conquistata.
L’obiettivo dei Russi è di insediare coloni cristiani nella regione, praticamente desertica, per indebolire l’influenza turca. L’insediamento dei greci viene incentivato con vantaggi fiscali e con l’esenzione dal servizio militare. I coloni greci vengono chiamati greci di Mariupol.
Questo aspetto della colonizzazione guidata e incentivata è di particolare importanza per comprendere gli avvenimenti e i contrasti odierni. La vasta area sud-orientale dell’Ucraina ha visto negli ultimi due-tre secoli grandi spostamenti di popolazione, spesso forzati, che hanno avuto conseguenze rilevanti sulle presenze etniche e linguistiche.  
All’inizio del XVIII secolo si intravedono nuove prospettive nelle regioni dell’interno, poiché vengono scoperti significativi giacimenti di carbone nel bacino del fiume Donec, il cui sfruttamento inizia però solo un secolo più tardi a causa dell’arretratezza della Russia.
Il carbone è di alta qualità, soprattutto antracite e lignite, ma si presenta in vene sottili, per cui spesso l’estrazione non è economica. Molte di queste vene sono prossime alla superficie e vengono sfruttate per prime. In seguito l’attività di estrazione si spingerà in profondità.
Minerali di ferro non sono lontani. Ne sono ricche le regioni di Kryvyi Rih che si estende al Est del Dnieper e la regione di Kerch in Crimea. Giacimenti di Manganese sono a Nikopol sul basso Dnieper
La crescita di un’industria metallurgica sembra favorita dalla prossimità dei giacimenti di carbone e di ferro, ma in Russia manca la classe dei moderni imprenditori borghesi che si è già affermata nell’Europa Occidentale.
Occorre quindi attendere che intraprendenti stranieri si accorgano delle opportunità presenti nella regione. È il gallese John Hughes che apre una ferriera nel sito che oggi è la città di Donetsk. Il nuovo villaggio che sorge prossimo allo stabilimento, prende il nome di Juzovka, derivato dal nome di John Hughes. In seguito viene chiamato Stalino dal russo stal che significa acciaio.
A metà ‘800 la città di Mariupol conta 4.500 abitanti.
La popolazione cresce nella seconda parte ‘800 grazie al collegamento ferroviario del 1882 con Juzovka, l’attuale Donetsk. Cresce altresì l’importanza del porto per l’esportazione di grano e di carbone.
A fine ‘800 il 50% della popolazione di Mariupol è ucraina o russa, il 32% è greca, il 13% è tedesca.

Mariupol e la regione del Donbass


Il porto di Mariupol diviene importante anche per l’acciaio. Infanti nella città vengono costruiti alcuni impianti siderurgici e un tubificio, con capitali americani e belgi. Nel 1924 la principale acciaieria viene denominata Illich in onore di Lenin.
Oggi si chiama Azovstal ed è stata teatro di combattimenti proprio negli ultimi giorni.
Il ricco bacino del fiume Donec è oggi chiamato Donbass.
Dopo la Grande Guerra, per favorire i piani di sviluppo industriale, il regime sovietico trasferisce nelle città del Donbass migliaia di contadini provenienti dal centro della Russia e dalla povera Ucraina Subcarpatica.
Per il suo volume di traffici, Mariupol è oggi il secondo porto del Mar Nero, dopo quello di Odessa.
Donetsk è cresciuta grazie alle sue industrie metallurgiche raggiungendo un milione di abitanti.
Nel Donbass ci sono oggi problemi dovuti alla convivenza di etnie diverse la cui presenza è legata a trasferimenti spesso forzati di popolazione, per cui parlare di acquisiti diritti storici su determinati territori abitati dalle due etnie russa o ucraina non è affatto facile.
Non nascondiamoci inoltre il fatto che oltre alle questioni etniche ci sono enormi interessi economici, come il controllo della aree ricche di carbone, ferro ed altri minerali.
Poi c’è la grande importanza dei porti sul Mar Nero, fondamentali per le esportazione via mare di merci voluminose e pesanti quali il grano, l’acciaio e il carbone.
La carenza di porti prossimi ad importanti aree di produzione e di facile accesso alle principali rotte commerciali è un serio e reale problema per la Russia.
Questi problemi andrebbero però risolti tramite trattative politiche e commerciali, non con azioni militari che riportano indietro di un paio di secoli le lancette dell’orologio della storia.

Nota: la cartolina inserita in testa all’articolo è indirizzata nel marzo 1908 da Sartana a St.Etienne da un francese. Sartana è un sobborgo a Nord di Mariupol recentemente occupato dalle forze armate russe. Il francese scrive di essere in Russia da ormai 5 mesi. Nella società in cui lavora ci sono 4 ingegneri francesi con le loro mogli. Scrive di avere delle relazioni, poiché le dame russe parlano tutte il francese e ciò lo ha aiutato a superare le difficoltà iniziali. Piccole notizie che ci forniscono comunque un frammento di conoscenza di Mariupol di inzio secolo, con i suoi contatti internazionali.

Enrico Di Gianfrancesco

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