
La guerra in Ucraina ha riportato di attualità l’importanza della disponibilità di grano e di altri generi alimentari necessari per l’alimentazione umana.
L’Europa ha fatto da secoli la scelta di fondare la propria alimentazione e la propria agricoltura sul grano, mentre l’Asia ha scelto il riso. Con il grano si ottiene, con relativa facilità dell’ottimo pane, grande apportatore all’organismo umano di carboidrati, essenziali per la trasformazione in energia muscolare necessaria per produrre lavoro.
Ma il grano è un grande consumatore di sostanze nutritive del terreno. Per ottenere una buona resa è necessario alternare produzione e riposo con il sistema della rotazione, all’origine annuale. Risulta così raddoppiata la superficie di terra necessaria per ottenere una determinata produzione.
Il grano ha quindi bisogno di grandi spazi.
Nell’alto medioevo ciò non costituisce un problema, perché la popolazione si è contratta e le superfici necessarie per le coltivazioni non mancano. Verso la fine del primo millennio la popolazione cresce, le colture di cereali chiedono maggiori spazi e si mettono a coltura nuovi campi dissodando e disboscando terreni incolti.
Il periodo tra il X e il XIII secolo vede incrementarsi la popolazione europea e il suo livello di vita. Sono terminate le invasioni dall’Est, le città crescono e con esse i commerci. La temperatura è salita, forse a valori superiori agli attuali, e di questo ne beneficiano le colture agricole e i Vikinghi che colonizzano Islanda e Groenlandia, libere dai ghiacci.
Alla fine del XIII secolo questa situazione positiva cessa e il clima peggiora.
Alcune annate risultano molto piovose, sono frequenti le inondazioni, i raccolti sono spesso compromessi.
La nostra Europa inizia a conoscere le carestie con la mancanza di grano e quindi di pane.
Ne risente l’alimentazione, in particolare nelle città e tra le classi più povere.
Arriva la peste del 1348 che trova la popolazione indebolita perché in parte denutrita.
Il nutrimento è al primo posto nella scala dei bisogni umani e l’agricoltura è stata per millenni l’attività nella quale gli uomini si sono maggiormente impegnati. Una sufficiente alimentazione é infatti indispensabile per poter crescere, procreare, acquisire il fabbisogno energetico necessario per sviluppare la prima forma di energia: quella muscolare. L’uomo è il primo convertitore di energia e diviene poi capace di sfruttare la simile energia muscolare di alcuni animali.
In pratica dall’alimentazione ottenuta su base vegetale e animale, l’uomo ricava energia che trasforma in lavoro, quello che definiamo lavoro fisico.
Per trattare sufficientemente questo argomento saranno necessari diversi articoli nei quali affronteremo aspetti sociali ed economici ed il legame tra alimentazione ed energia. Il formaggio è preso ad esempio come il più semplice e conosciuto tra i companatici.
Enrico Di Gianfrancesco
I contenuti presenti sul blog “Laboratorio Storico” sono di proprietà di “Laboratorio Storico di Enrico Di Gianfrancesco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.
Copyright © 2022 Laboratorio Storico – Tutti i diritti riservati