Storia economica e sociale di Venezia. 1 – le origini: barcaioli, sale e pesce.

Le lagune venete

Inizia da oggi una serie di articoli che riprende il tema di tre video-conferenze realizzate in collaborazione con la Fondazione Faraggiana di Novara nell’autunno 2020. Si possono visualizzare su Youtube cercando Enrico Di Gianfrancesco.
Venezia ha avuto un ruolo importante nella storia e nell’economia europea. Un ruolo spesso sottovalutato, soprattutto dalla cultura italiana che da la prevalenza a quello di città come Roma e Firenze.
Venezia è una città simbolo di bellezza, di saggio governo e di un capitalismo controllato dalla comunità, come scrive Frederic C. Lane. dalla cui Storia di Venezia sono rimasto colpito ed affascinato.
Una concezione ed una organizzazione dello stato unica e all’avanguardia per tutti gli undici secoli della sua lunga storia.
Venezia è una città impossibile da immaginare, da progettare, da copiare. È una città improbabile, costruita su isolotti sabbiosi, appena emergenti, soggetti a continue modifiche causate dall’afflusso di terra dai fiumi che sfociano in laguna e dai movimenti di sabbia causati dal mare. 
Una città, per necessità e non per scelta, costruita in un luogo apparentemente inadatto e poco salubre, nel quale acque dolci ed acque salate si incontrano e si scontrano.
In questo ambiente, certamente non favorevole, si è sviluppata un’intensa attività umana. Grazie alla loro operosità i veneziani, all’origine pescatori e barcaioli d’acqua dolce, sono stati capaci di divenire abili navigatori, commercianti, artigiani con un’enorme funzione di traino per lo sviluppo economico e sociale europeo.
Venezia è stata una città medioevale non cinta da mura, forse l’unica. Le sue mura sono il mare.
Una testimonianza scritta del VI secolo (537 o 538 d.C.) viene da una nota lettera di Cassiodoro, funzionario di Ravenna, ai tribuni maritimorum, relativa al traporto di vino ed olio dall’Istria, affidato agli abitanti della laguna che vivono in case di legno costruite su sabbia e acqua, con le barche legate ai muri esterni. Popolazione semplice e misera, che dispone solo di pesce e sale e costituita da abili barcaioli.
Le lagune venete non vengono interessate dalle invasioni dei Goti e dei Longobardi e rimangono sotto il controllo dei bizantini di Ravenna. Perché?
Semplice: i Germani sono popoli di terraferma, più avvezzi alla caccia e allo sfruttamento delle foreste, che all’agricoltura stanziale. Soprattutto non sono gente di mare.
Per sfuggire alle invasioni, molti abitanti delle città venete si rifugiarono nelle lagune, in particolare famiglie facoltose.
La popolazione lagunare cresce e sorge un problema: nella laguna si trovano solo pesce e sale.
Non è un ambiente idoneo alle coltivazioni agricole. Ci si trova così senza sufficienti risorse alimentari. Ma è proprio da questa condizione negativa che prende forza lo spirito dei lagunari, che sono costretti a darsi da fare per procacciarsi le risorse mancanti.
Già Cassiodoro aveva scritto che i lagunari disponevano solo di pesce e sale, evidenziando che non esiste persona che non necessiti di sale perché “deve ancora nascere chi non desideri il sale, che rende il cibo più saporito“. Il sale inoltre è usato per la conservazione di carne e pesce, in assenza di sistemi di refrigerazione.
Quindi Cassiodoro lascia intendere che i lagunari utilizzassero il sale per fare scambi.
I barcaioli veneziani commerciano pesce e sale, risalendo i fiumi della pianura padano-veneta, vendendo questi prodotti ed acquistando derrate alimentari. Le barche della laguna hanno il fondo piatto e sono particolarmente adatte alla navigazione fluviale.
Nella laguna di Venezia gli insediamenti più importanti sono Torcello e Rivoalto (Rialto).
Venezia rimane formalmente legata a Bisanzio anche dopo la conquista longobarda di Ravenna e dopo l’arrivo dei Franchi nella pianura padano-veneta. I Franchi hanno il merito di fermare l’avanzata degli slavi da est, limitando la loro espansione all’alta valle dell’Isonzo, all’Istria orientale e alle porte di Fiume.
Venezia rimane il riferimento più importante per il commercio bizantino nell’alto Adriatico e riesce a stabilire accordi prima con i Longobardi, poi con i Franchi, accordi che le garantiscono i commerci.
Inizia a prendere forma quello che consciamente o inconsciamente è stato il ruolo dei veneziani: essere il cardine tra l’Oriente bizantino e l’Europa carolingia.
Si delinea la grande abilità diplomatica dei veneziani, che riescono anche a negoziare con i signori delle città padane l’esenzione dalla consuetudine per la quale in caso di naufragio, la mercanzia diviene di proprietà. del signore della zona.

Europa e mediterraneo all’inizio del IX secolo

Nella figura sono mostrati i tre grandi blocchi formatisi in Europa e nel mediterraneo all’inizio del IX secolo: l’Impero carolingio, l’Impero bizantino e le conquiste musulmane e si evidenzia la posizione centrale di Venezia.
La comunità di questo piccolo gruppo di isolette sabbiose riesce a mantenere autonomia ed indipendenza in tempi difficili di invasioni e rivolgimenti.
Venezia supera anche il rischio che viene dal tentativo espansionistico di Carlo Magno ai danni dell’Impero bizantino.
I due popoli germanici, longobardi e franchi, non hanno conoscenze marinare, mentre Bisanzio fatica a mantenere il suo residuo controllo sulla penisola italica a causa delle invasioni germaniche prima, arabe e normanne successivamente. Inoltre è indebolito dall’espansione musulmana che ha privato l’Impero della Siria, della Palestina e del Nord Africa. Senza dimenticare i dissidi crescenti con la Chiesa di Roma.
Nonostante i porti di Ravenna e Aquileia siano più importanti, i bizantini preferiscono Torcello per lo sbocco delle loro merci pregiate.
I battellieri veneziani si spingono lungo il Po fino a Pavia, capitale del Regno dei Longobardi, dove vendono le merci pregiate di Bisanzio: incenso, spezie e tessuti, molto apprezzati nella corte longobarda e acquistano grano ed altri prodotti agricoli.
Quindi i battellieri diventano anche mercanti. Si scopre il valore economico del commercio.     
Commerciando con abilità e saggezza si può accumulare denaro da reinvestire in nuovi acquisti.
La comprensione di questo fenomeno da parte della comunità veneziana diviene l’elemento fondamentale della crescita e tutta la comunità agisce per sostenere lo sviluppo delle attività commerciali.
I musulmani hanno assunto il controllo della Siria, del Nord Africa e della Spagna, creando una propria rete indipendente di rapporti commerciali.
La rivalità tra arabi e bizantini si accresce con la conquista araba della Sicilia, della Calabria e della Puglia meridionale.  Si interrompono i commerci tra il nord Africa e i porti europei.
Nel prossimo articolo illustrerò come i commerci veneziani si spingono nel mar Mediterraneo.

Enrico Di Gianfrancesco
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