
Il Laboratorio Storico non si occupa di attualità politica, ma non è possibile restare indifferenti di fronte a quanto accade in Ucraina.
Rimanendo su un piano storico, desidero con questo articolo spiegare perché l’Ucraina ha pieno diritto ad essere considerata uno stato sovrano ed indipendente.
La nostra Europa è nata ad Occidente, dall’incrocio tra le culture mediterranea, o latina, e quella germanica, o nordica. Latini e Germani hanno imparato a convivere e hanno mescolato le loro culture nel corso dei secoli.
Ben diversa la situazione ad Est. I popoli provenienti dalle steppe dell’Asia erano nomadi e predatori. Gli occidentali hanno dovuto combatterli, fermarne l’avanzata ed, in seguito, riappropriarsi di alcune delle regioni da essi conquistate.
I popoli dell’Est più interessati a stabilirsi nei territori dell’Europa Orientale e disponibili ad assorbire lentamente vari aspetti della cultura occidentale sono stati gli Slavi.
Slavi sono gli Sloveni, i Croati, i Serbi, i Cechi, gli Slovacchi, i Moravi, i Polacchi, glu Ucraini e i Russi, che abitano oggi una parte notevole dell’Europa geografica, che va dall’Atlantico agli Urali.
Mentre l’integrazione tra nord e sud c’è stata (germani-Latini), seppur non senza difficoltà, l’integrazione tra Occidente ed Oriente è stata più difficile e risulta ancora oggi incompleta.
Per comprendere la storia dell’Ucraina partiamo dalle acque, dapprima i mari: il Baltico a Nord ed il Mar Nero a Sud.
Le pianure comprese tra questi due mari sono in prevalenza coperte di foreste, scarsamente abitate e coltivate, ma percorse da grandi fiumi navigabili: a nord la Vistola e la Dvina, a sud il Dnieper, il Don, la Volga.
In Europa, i mari e le coste sono sempre stati luoghi di importanti commerci.
Commercianti dell’antica Grecia percorrevano le pianure interne tra Mar Nero e Baltico, perché interessati all’ambra delle rive sabbiose del Mar Baltico.
Nell’antichità le aree evolute prossime all’Ucraina erano: a sud la Grecia e il Ponto, progressivamente inglobate nell’Impero Romano e successivamente facenti parte dell’Impero Bizantino; ad Est, oltre il mar Caspio si trovavano la Persia ed il Califfato di Bagdad; a Nord, oltre il Baltico c’era la fredda Scandinavia, abitata sul versante del Mare del Nord dai Vichinghi e dai Normanni. Questi ultimi, nel IX secolo, mettono a ferro e fuoco le coste inglesi e delle Fiandre. Sono dei predoni, che usano stabilirsi in villaggi fortificati lungo gli estuari dei fiumi, per poi spingere le loro razzie verso l’interno.
Sul Baltico, nell’attuale Svezia, vivono invece dei popoli più tranquilli, che comunque attraversano il mare e si spingono all’interno mirando verso sud. Come i loro cugini Normanni edificano dei villaggi fortificati lungo le rive dei fiumi che gli Slavi chiamano Gorod.
Per raggiungere il meridione gli Svedesi utilizzano una via a Nord che utilizza la navigazione lungo la Volga. In seguito, forse perché più breve e sicura, viene privilegiata la via dei due grandi fiumi che scorrono nel settore più occidentale. Si tratta della Dvina, che sfocia nel Baltico e dalla quale è facile spostarsi sul Dnieper che scorre a breve distanza nell’attuale Bielorussia.
I Magiari avevano appena abbandonato la pianura del Dnieper per spostarsi nell’attuale Ungheria.
Un Gorod importante viene stabilito dagli Svedesi a Kyiv (Kiev, l’attuale capitale dell’Ucraina posta sulle rive del Dnieper) nel 882 conquistando un insediamento dei Poliani.
Gli Slavi chiamano gli svedesi che qui si stabiliscono Rus’. Infatti gli Slavi delle pianure bagnate dal Dnieper e dalla Volga così chiamavano gli Scandinavi, utilizzando un termine dei popoli Balto-Finnici con i quali erano a contatto a Nord.
I Rus’ apprendono da mercanti greci ed ebrei la via per raggiungere la ricca Bisanzio. Si scende in barca il Dnieper, superando la zona delle cataratte, con il trasporto via terra delle barche, e si arriva al Mar Nero. Da qui con una navigazione sotto costa si raggiunge Bisanzio.
Le pellicce, la cera, il miele e gli schiavi dei Rus’ sono molto apprezzati nella capitale dell’Impero Bizantino, ma anche dai Musulmani.
Il collegamento tra il Mar Nero ed il Baltico è così stabilito e diviene una via interessante per i commerci.
A Bisanzio i Rus’ hanno presto un loro quartiere, commerciano spezie e tessuti verso il Nord ma, soprattutto, assimilano molto della cultura Bizantina, a partire dall’uso della scrittura. La conversione al Cristianesimo avviene a cavallo dell’anno 1000.
A quest’epoca si fa risalire l’uso del Tridente, Trzub in ucraino, su sigilli e monete e come stemma dinastico.
È l’attuale stemma dello Stato di Ucraina, che secondo alcuni non raffigura un tridente, ma un falco in volo.
Lo Stato dei Rus’ di Kiev diviene ricco grazie ai commerci e si estende verso Nord e verso Est sulle aree dell’odierna Bielorussia e parte dell’odierna Russia Europea.
Si tratta del primo stato nel senso moderno del termine, costituitosi ad Est della pianura polacca, dei Carpazi e della Transilvania di cui si abbiano notizie certe.
Di un precedente Khaganato di Rus’ posizionato a Nord non si hanno notizie altrettanto certe.
Sembra che lo Stato dei Rus’ di Kiev sia arrivato ad avere una popolazione superiore a sette milioni di persone, con Kiev che supera i 10.000 abitanti.
Dopo circa tre secoli di prosperità, le successioni alle morti dei governanti causano profonde divisioni e continue guerre tra gli eredi. Viene trascurata la sicurezza dei viaggi dei commercianti lungo l’importante rotta Nord-Sud alla quale la Rus’ di Kiev deve la sua prosperità.
Successivamente arrivano da Est i Tatari che distruggono Kiev nel 1240.
Le incursioni dei Tatari e dei Cumani, popoli nomadi della steppa, mettono fine ai quattro secoli di vita dello Stato dei Rus’ di Kiev.
La popolazione abbandona le regioni meridionali ed orientali e si sposta verso Nord e verso Occidente in Galizia, Volinia e nel territorio di Novgorod
La fondazione di Mosca risale a metà del XII secolo e solo nel XIV secolo diviene capitale di uno stato che controlla la parte Nord-Orientale dell’odierna Russia.
Gli Slavi delle pianure tra il Baltico e il Mar Nero tendono a caratterizzarsi in Ucraini, o Ruteni, ad Occidente; Bielorussi, o Russi Bianchi a Nord e Russi, o Grandi Russi a Nord-Est.
Ucraini e Bielorussi hanno frequenti contatti con l’Europa Occidentale e con gli stati Baltici, mentre i Russi rimangono isolati, a contatto solo con l’Est asiatico.
A metà del XVI secolo nelle terre abbandonate del Sud dell’Ucraina si stabiliscono i “cosacchi”: servi della gleba ribellatisi al sistema servile feudale. Il termine deriva dal turco e significa “uomo libero”. I cosacchi creano lo Stato della Zaporogia e difendono con accanimento le proprie terre contro i Tatari della Crimea. Sono, infatti, conosciuti come abili cavalieri.
Nel 1654 i cosacchi si ribellano all’espansionismo della Polonia alleandosi con la Russia. Al termine di questa guerra, però i Russi incorporano lo Stato Cosacco nel loro Impero. La Zarina Caterina ordina una crudele repressione nella Zaporogia.
I legami dell’attuale Ucraina con Lituania, Polonia, Austria e Ungheria sono stati numerosi, con i confini che si sono spesso spostati tra il XVIII e XX secolo. I timbri postali posti sopra francobolli Austriaci e Polacchi lo dimostrano. Nel 1917 torna il tridente di Kiev sovrastampato su francobolli su francobolli russi (immagine in alto) ed austriaci (immagine in basso) dalla Repubblica Ucraina che fino al 1922 si oppose all’annessione alla Russia Sovietica. L’Ucraina è stata il centro dell’Armata Bianca che combatteva l’Armata Rossa.


Annessa alla Russia Sovietica, la ricca e fertile Ucraina negli anni trenta viene ridotta alla fame.
Nel 1939 la Germania nazista invade l’Unione Sovietica, compresa l’Ucraina. Circa 40.000 ucraini si arruolarono nelle SS per combattere contro i Russi.
Questo breve excursus storico ci mostra che lo Stato più antico della regione sia proprio quello Ucraino di Kiev e che le relazioni tra Ucraini e Russi siano state spesso molto difficili e drammatiche.
Ora il ripetersi di guerre di conquista, come quella scatenata dalla Russia, sa di terribile, ma anche di antico, di vecchio.
Dopo gli orrori della seconda guerra mondiale l’Europa occidentale ha saputo guardare al futuro ed ha progettato una Comunità Europea dove non c’è spazio per la soluzione militare delle controversie. L’Europa Occidentale è vissuta in pace 75 anni, fatto mai avvenuto nella storia
Ho però già indicato come l’integrazione tra Europa Occidentale ed Orientale sia tutt’altro che compiuta.
Lo hanno dimostrato le guerre dei Balcani ed ora questa guerra russo-ucraina.
La Russia di Putin ha scelto di tornare indietro di secoli e di isolarsi dall’Occidente.
Mi auguro che i russi, soprattutto i giovani, siano capaci di guardare verso un futuro di progresso, nel quale non ci sia posto per le guerre.
Enrico Di Gianfrancesco
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