Leopoli e i legami storici tra Ucraina ed Europa Centrale.

Leopoli- cartolina viaggiata nell’aprile 1900 diretta a Ginevra..

Leopoli è una grande città di oltre 700.000 abitanti dell’Ucraina occidentale, ancora oggi lontana dalla guerra combattuta ad Est e snodo dell’afflusso di esuli verso occidente e di aiuti umanitari verso le zone dove si combatte. In slavo u ocraina significa ai margini, al confine. Il significato è chiaro: siamo ai margini dell’Europa. L’Ucraina è terra di transizione tra Europa Centrale ed Orientale e, in quanto tale, è abitata da una popolazione multietnica, che ha subito nei secoli scorsi numerose alterazioni.
L’odierna Ucraina si estende prevalentemente da Ovest ad Est, con il settore occidentale che è stato a lungo a contatto con la Polonia, la Lituania, l’Austria e l’Ungheria ed il settore orientale che lo è stato con le popolazioni provenienti dalle steppe asiatiche, con l’Impero Turco e con la Russia.
A sud il Mar Nero ha sempre favorito i commerci, dagli antichi greci, ai Bizantini, ai Genovesi e ai Turchi.
Nel XIII secolo lo Stato Rus’ di Kiev si è indebolito, diviso dalle contese dinastiche e soggetto alle continue incursioni dei Tatari e dei Cumani.
La popolazione ucraina è costretta a spostarsi dal Sud verso il Nord e l’Ovest.
Leopoli viene fondata nel XIII secolo come luogo fortificato contro le incursioni dall’Est.
Commercia con le Colonie Genovesi della Crimea.
La Rus’ di Kiev si frammenta e nelle regioni più occidentali si forma il Regno di Galizia-Volinia che diviene uno Stato importante, assumendo un ruolo preminente nella regione, grazie all’immigrazione di commercianti Ebrei ed Armeni e di artigiani tedeschi. La Galizia-Volinia riprende anche il controllo di Kiev. La lingua dominante è il Ruteno, considerato l’ucraino antico.
La Galizia-Volinia stabilisce contatti con l’Europa Centrale ed Occidentale, ma al tempo stesso subisce le pressioni dei Mongoli dell’Orda D’oro che si sono stabiliti sulle coste del Mar Nero.
Durante il XV e XVI secolo la Polonia e la Lituania assumono il controllo della Galizia-Volinia e si diffondono nella regione le lingue polacche e lituane.
La Rus’ di Kiev, insieme alla Galizia-Volinia sono i due Stati precursori dell’odierna nazione ucraina.
Polonia e Lituania si uniscono nel 1569, fatto molto originale in quel periodo e fondano quella che definiscono una Repubblica governata da un Re. Non dobbiamo farci troppo ingannare dal termine Repubblica, che comunque indica che lo Stato è governato o controllato da una numerosa nobiltà terriera, mentre il Re non è un monarca assoluto come in Europa Occidentale.
Un ulteriore e rilevante aspetto è la libertà religiosa che vige nella Repubblica delle due Nazioni, come viene chiamata l’unione polacca-lituana.
L’unione polacco-lituana assume il controllo della Galizia-Volinia, divenendo lo Stato più esteso in Europa.
Quella che governa lo Stato è una nobiltà terriera che tiene i contadini in condizione di servitù tipica del periodo feudale. Numerosi contadini si ribellano ed occupano le semideserte zone del sud. I cosacchi creano lo Stato della Zaporogia nel basso Dnieper e difendono con accanimento le proprie terre contro i Tatari della Crimea. Sono, infatti, conosciuti come abili cavalieri. Il termine cosacco sembra derivi dalla lingua turca e significa uomo libero.
Nel 1654 i cosacchi si ribellano all’espansionismo della Polonia alleandosi con la Russia.  Al termine di questa guerra, però i Russi incorporano lo Stato Cosacco nei loro domini. Iniziano i problemi con i Russi di Mosca. La parte ad Oriente del Dnieper passa sotto il controllo russo e la Zarina Caterina ordina una crudele repressione nella Zaporogia.
Inizia la russificazione dell’Ucraina dell’Est, mentre la parte occidentale mantiene la sua lingua, seppur con l’inserimento di molte parole polacche. Lo Stato polacco-lituano si indebolisce e nel XVIII secolo viene progressivamente spartito tra Prussia, Austria e Russia, con quest’ultima che si spinge sempre più verso Ovest fino ad arrivare ad includere Varsavia nel suo Impero.
La principale attività economica della Galizia-Volinia è l’agricoltura, con un’importante produzione di cereali e con l’allevamento di bovini. I cereali vengono trasportati lungo la Vistola e gli altri fiumi navigabili fino ai porti del Baltico, primo tra tutti Danzica. Da qui il grano viene inviato ad Amsterdam e, soprattutto nei periodi di carestia, arriva fino al Mediterraneo. A causa della lunghezza del viaggio, quando arriva a destinazione nei paesi del Mediterraneo come l’Italia  è però grano vecchio, quello dell’anno precedente. Viene poco apprezzato ed usato prevalentemente come pane dei poveri, o per la produzione di biscotti. Il grano è un prodotto pesante e generalmente di valore commerciale modesto, malgrado la sua importante funzione alimentare e non sopporta il costo elevato del trasporto via terra.
Si esportano beni di lusso provenienti dall’Oriente, come ad esempio i tappeti della Persia che in Francia sono chiamati impropriamente tappeti polacchi.
Importante l’industria tessile. In Francia diventano di moda gli abiti à la poloneise.
Con la spartizione della Polonia, la Galizia entra a far parte dell’Austria.
Mentre nell’Ucraina orientale, sotto la Russia zarista, si arriva ad interdire l’uso della lingua ucraina, nelle regioni austriache il suo uso è permesso e vengono aperte scuole in lingua rutena.
Leopoli in polacco è Lwow e in tedesco Lemberg, in ucraino L’viv.

Annullo postale di LWOW (Lublino) su francobollo polacco degli anni’20


L’altro territorio oggi ucraino ed appartenuto all’Austria è la Rutenia Subcarpatica o Transcapatica.
È tra le regioni più arretrate dell’Impero Austriaco e dopo le grande guerra viene attribuito alla Cecoslovacchia ed in seguito all’Ungheria.
Nel 1917 a seguito della Rivoluzione d’Ottobre, l’Ucraina occidentale tenta la via dell’indipendenza, ma si scontra con l’armata bolscevica e nel 1922 essa viene annessa alla Russia.
Leopoli è invece attribuita alla Polonia, come testimonia l’annullo sul francobollo degli anni venti.

Annullo di Stryj su francobollo polacco degli anni ’20 – in ucraino Стрий, in polacco Stryj – attualmente in Ucraina lungo la srada che da Leopoli porta all’Ungheria.


In un primo momento Lenin consente l’uso della lingua ucraina, ma negli anni ’30 Stalin rende obbligatorio l’uso del russo e rafforza il processo di russificazione. L’economia delle fertili terre d’Ucraina, granaio d’Europa, tracolla sotto il peso della socializzazione delle terre e l’Ucraina subisce la terribile fame del 1933 durante la quale morirono moltissimi contadini.
Dopo la seconda guerra mondiale, Leopoli torna ucraina, ma la popolazione polacca viene spostata nella Slesia ex tedesca e viene invece popolata da russi e ucraini.
Ucraina terra di confine. I legami storici con la Russia ci sono, è indubbio, ma sono stati spesso di occupazione e di oppressione, non certo di pacifica convivenza tra vicini.
Si potrebbe scrivere di più e meglio, ma gli avvenimenti incalzano ed è importante comunque diffondere la conoscenza della storia ucraina.

Enrico Di Gianfrancesco

I contenuti presenti sul blog “Laboratorio Storico” sono di proprietà di “Laboratorio Storico di Enrico Di Gianfrancesco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma. È vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall’autore.
Copyright © 2022 Laboratorio Storico – Tutti i diritti riservati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *