La notizia, lo spazio, il tempo: la posta dal XV al XVIII secolo.

Francobollo da 3 Groschen di Thurn und Taxis, emissione 1859, verso il termine dello storico servizio postale.

Le notizie sono importanti, è ovvio. Lo sono oggi in un’epoca in cui la loro trasmissione è velocissima e la loro quantità enorme, al punto che è divenuto impossibile seguirle tutte.
Immaginiamo la loro importanza nell’epoca che stiamo indagando, dal XV al XVIII secolo.
Ci sono, in questo periodo, due grandi fruitori di notizie: il mondo della politica e quello del commercio.
Partiamo dalla politica.
Siamo nell’epoca della formazione dei grandi Stati nazionali quali Inghilterra e Francia, ma anche dei grandi imperi quali quello portoghese, spagnolo e turco.
Quanto più vasto è lo Stato o l’Impero, tanto più importante è la comunicazione tra il centro e la periferia. I messaggi si trasmettono tramite lettere che vengono inviate a destinazione utilizzando reti di corrieri specializzati su determinati itinerari.
Sono famosi i Tasso, famiglia bergamasca che, già nel XIII secolo, effettua un servizio di posta tra Milano, Venezia e Roma. Il servizio dei Tasso risulta molto efficiente e nel 1450 l’Imperatore Federico affida a loro il compito di istituire un servizio di posta tra Bergamo e Vienna, via Innsbruck. Alla fine del XIV secolo un membro della famiglia ricopre la carica di curatore di posta di Massimiliano d’Asburgo che ha residenza a Innsbruck e che è interessato alla via postale di Fiandra, cioè i Paesi Bassi, che appartengono alla moglie Maria di Borgogna. In seguito il contratto dei Tasso, ai quali si è aggiunta la famiglia Della Torre, viene esteso a tutto il Sacro Romano Impero. Il nome della famiglie Della Torre e Tasso viene germanizzato in Thurn und Taxis e i membri vengono elevati al rango di Conti, e, in seguito, di Principi ricevendo il governo di un piccolo feudo. Il servizio di posta dei Thurn und Taxis, dopo alterne vicende, termina nel 1867.
I Tasso utilizzano cavalli ed una rete di stazioni di posta, spesso locande, per il cambio degli animali e la loro cura.
Una simpatica curiosità: a Venezia esistono ancora la calle de la posta de Fiandra e la calle de la Posta de Florentia.
La politica, invece, affida alla posta l’invio di disposizioni ed ordini dal governo centrale a tutto il territorio. Si tratta di disposizioni amministrative e militari, queste ultime soprattutto verso le frontiere. Ovviamente, sempre tramite la posta giungono al governo le informazioni dal territorio e dai confini. 
Anche la diplomazia usa la posta. Ad esempio è importante la comunicazione tra il governo e gli ambasciatori situati presso le lontane capitali estere.
L’altro grande utente è il commercio.
Terminato il periodo delle grandi Fiere, luoghi di incontri, la maggior parte degli ordini di acquisto o di vendita viene trasmesso tramite lettera. I commercianti necessitano di notizie sulle guerre, sulla sicurezza delle strade, sulle carestie e sull’andamento dei prezzi nelle principali piazze commerciali.
Ma quale è la velocità di trasmissione delle lettere per mezzo dei corrieri? Non c’è una risposta precisa, dipende dalla tratta.
Una velocità notevole è quella raggiunta dai Tasso sul percorso Nord Italia-Bruxelles, via Tirolo. È un percorso molto ben organizzato con brevi e frequenti fermate, per cui sono sufficienti cinque giorni e mezzo per percorrere i 764 chilometri in presenza di condizioni metereologiche favorevoli, quindi alla media di 140 chilometri al giorno.
C’è un interessante studio di Pietro Sardella relativo al traffico postale di Venezia, ripreso da Fernand Braudel nel suo libro Società ed Imperi nel Mediterraneo al tempo di Federico II (Torino, 1982, Piccola Biblioteca Einaudi) dal quale ho estrapolato i dati essenziali sui tempi di percorrenza delle lettere in partenza da Venezia verso le principali città che sono qui di seguito riportati:
– 3 giorni per Milano, Firenze, Udine, Trento,
– 6 giorni per Genova, Roma, Innsbruck, Zara,
– 8 giorni per Napoli,
– 12 giorni per Augusta, Lione, Parigi, Vienna,
– 14 giorni per Calais, Ragusa,
– 16 giorni per Anversa, Corfù,
– 20 giorni per Barcellona, Budapest, Norimberga,
– 25 giorni per Londra, Valladolid, Palermo,
-34 giorni per Istanbul,
– 43 giorni per Lisbona,
– 55 giorni per Alessandria.
Si tratta di informazioni molto interessanti desunte da un gran numero di lettere conservate negli archivi veneziani. I giorni di percorrenza vanno presi come riferimenti medi, in presenza di buone condizioni atmosferiche.
Ovviamente le nevicate invernali, le grandi piogge, le alluvioni, alteravano i tempi di percorrenza, così come le condizioni dei mari e dei venti.
L’aspetto più importante è che questo tipo di analisi è stato condotto in tre differenti periodi: all’inizio del XVI secolo, alla fine del XVII e a metà del XVIII. Ne deriva una constatazione molto particolare: i tempi di percorrenza restano sostanzialmente immutati nell’arco dei tre secoli analizzati. In mancanza di innovazioni tecniche, la velocità della posta non cresce e l’uomo europeo non riesce a vincere lo spazio.
Sarà necessario attendere il motore a vapore con le locomotive e i battelli per compiere un passo in avanti significativo nella velocità di trasmissione delle notizie.

Enrico Di Gianfrancesco

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